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L’euro debole su tutto. Materie prime in calo.
I principali mercati azionari internazionali hanno nuovamente chiuso una settimana negativa e tecnicamente difficile e, in molti casi, hanno ulteriormente abbassato i minimi dell’anno. In effetti, il Mibtel italiano è crollato durante le prime due giornate per poi assestarsi non distante dai minimi. Il dax tedesco si è comportato pressoché allo stesso modo anche se ha realizzato nuovi minimi anche venerdì. Il Ftse inglese invece ha recuperato qualche cosa durante la seconda metà dell’ottava appena conclusa limitando la perdita settimanale a 100 punti circa. Deludente l’America che, nonostante l’approvazione del piano di “salvataggio” dell’economica ha realizzato una serie di nuovi minimi e massimi discendenti. Ciò dimostra un netto calo di fiducia nel sistema… In Giappone il Nikkei non è in grado di fare miracoli e si riporta in corrispondenza dei livelli di maggio 2005 sotto gli 11000 punti.
Lo scenario dei principali indici azionari rimane assolutamente invariato rispetto a otto giorni fa in quanto la situazione continua a peggiorare e manca la fiducia. Nel prossimo futuro, dopo l’importante ridimensionamento dei prezzi sul mercato, ci saranno delle opportunità di investimento a prezzi relativamente scontati rispetto a quelli di un anno e mezzo fa, ma non sembra ora il momento di intervenire sull’azionario. Un eventuale rimbalzo potrebbe essere dovuto esclusivamente a delle prese di beneficio e precedere una correzione molto ripida. Cautela dunque.
I principali future obbligazionari europei hanno pienamente confermato la precedente ipotesi di poter “migliorare ulteriormente” mentre la raccomandazione di “limitare l’operatività sul Tbonds e Tnotes” è stato più che ripagante per il movimento laterale degli stessi. In effetti, il Bund è passato da un venerdì all’altro da 113.73 a 116.21 punti con una punta massima a quota 116.71 e potrebbe rafforzarsi ulteriormente nei prossimi giorni. Allo stesso modo, l’euro Schatz ha guadagnato poco meno di una figure e cerca di riportarsi oltre la soglia dei 105 punti. Il Tnotes a 10 anni ha dunque effettuato intrappolata tra 114 18 e 116 27 ed appare ancora molto incerto. Meglio operare solo in caso di fuoriuscita da tale area. Movimento altalenante anche per il Tbonds che si è mantenuto tra 117 e 121 punti circa e ha dunque cosi definito un’area di neutralità.
Lo scenario tecnico dei future obbligazionari europei rimane di conseguenza rialzista mentre la situazione di quelli americani è incerta. Entrambi tuttavia potrebbe rimbalzare ulteriormente e potrebbero sfruttare la debolezza dell’azionario.
L’indice generale delle materie prime ha confermato la precedente ipotesi di un ulteriore peggioramento e quindi di “un calo”, ma poi non ha neanche cercato lontanamente di recuperare. Ora l’indice Crb prosegue la discesa in un contesto già ribassista e la situazione attuale potrà migliorare solo in caso di ritorno al di sopra di quota 345/50. Il future sul petrolio ha proseguito la discesa passando durante le ultime cinque seduta da 107 a quasi 91 dollari avvicinandosi pertanto ai minimi di settembre di 90.50 dollari. Probabile il proseguimento della discesa in atto mentre otterremo un segnale di possibile rimbalzo solo sopra 100/3. Infine, il future sull’oro ha realizzato un effimero massimo relativo a 932 dollari prima di indietreggiare fino a realizzare venerdì un nuovo minimo a 822 dollari. Meglio limitare l’operatività sul metallo giallo in quanto interessa importanti supporti tecnici.
Lo scenario delle materie prime è ribassista ed è probabile il proseguimento della discesa del comparto. Attenzione all’oro.
L’euro ha confermato la precedente ipotesi di “è possibile una prossima inversione di tendenza in un’ottica di brevissimo periodo” nei confronti del dollaro e della sterlina, mentre è stata confermata anche l’ipotesi di “un ulteriore rafforzamento della divisa nipponica”. In effetti, l’euro contro dollaro non è riuscito a mantenersi attorno agli 1.46 dollari ed è stato scambiato venerdì a poco più di 1.37 dollari. Probabile un ulteriore recupero del biglietto verde. L’euro si è indebolito anche sulla sterlina transitando da 0.800 a 0.775 sterline. Probabile un nuovo rimbalzo della sterlina. Infine, debolezza confermata anche sullo yen giapponese e, mentre ne occorrevano 155 per acquistare un euro otto giorni fa, venerdì scorso ne bastavano solo 144. Anche in questo caso lo yen sembra aver le carte in regola di rafforzarsi.
Settimana decisamente difficile per l’euro che perde terreno nei confronti delle principali tre valute prese in esame e ciò significa una mancata di fiducia nell’economia europea. E ciò è un male… Probabile un nuovo cedimento tendenzialmente generalizzato della divisa europea.
La settimana appena conclusa è stata caratterizzata da un nuovo calo dell’azionario, da un netto recupero dei future obbligazionari europei, da un importante calo delle materie prime e un indebolimento generalizzato della divisa europea. Lo scenario non è dunque incoraggiante.
Per questa settimana è probabile un rafforzamento dei future obbligazionari e una debolezza dell’azionario, delle materie prime e dell’euro. Tuttavia, meglio limitare l’operatività per abbassare il rischio degli investimenti.
04/10/2008
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